L’homebrewing é un hobby ideale: ci si può dedicare parecchio tempo libero, non richiede grosse somme di denaro per l’attrezzatura e permette di sviluppare l’attività brassicola secondo il “livello” desiderato. Si può infatti cominciare con un paio di bidoni in plastica e qualche accessorio e si può arrivare sino a impianti in acciaio inox con pompe, termostati e caldaie computerizzate! Lo stimolo principale é comunque poter arrivare a gustare una BUONA birra (ed avere la soddisfazione di averla realizzata!). La maggior parte delle birre commerciali sono infatti filtrate e pastorizzate ed indubbiamente tali processi spesso incidono sulle qualità organolettiche e nutrizionali del prodotto finito; inoltre non di rado fattori come il trasporto, la cattiva conservazione ed il tempo trascorso dalla produzione tendono a rovinare la birra. Considerato tutto questo, anche i primi tentativi di fabbricazione casalinga danno in generale risultati migliori rispetto a molte birre commerciali in circolazione!

Farsi la birra in casa è legale

La materia è attualmente regolata dal Decreto Legislativo n. 504 del 26/10/95, che al suo art. 34, comma 3, recita: 


"é esente da accisa la birra prodotta da un privato e consumata dallo stesso produttore, dai suoi famigliari e dai suoi ospiti, a condizione che non formi oggetto di alcuna attività di vendita."

In linea teorica quindi la discriminante non é la quantità prodotta, bensì se la birra è oggetto di vendita.

I tre metodi per la produzione casalinga di birra:

  1. utilizzare dei kit pronti (estratto di malto luppolato)

  2. utilizzare l’estratto di malto non luppolato + luppolo + eventuali grani speciali

  3. utilizzare malto d’orzo in grani

  4. Qualche confronto fra di loro:


RISULTATI: con gli opportuni accorgimenti, con l’estratto si ottengono di solito migliori risultati che con i kit. Sul fatto che usando l’estratto non luppolato si riescano ad ottenere gli stessi risultati che con il procedimento completo (grani)… provate a chiedere ai vari newsgroup di homebrewing e scatenerete discussioni infinite. Qualcuno dice che usare l’estratto é come usare il caffè in polvere rispetto a farlo con la caffettiera, altri ribattono che molte birre da estratto hanno battuto la concorrenza in diversi concorsi birrari. In realtà, il risultato dipende da che stile di birra si vuole produrre: generalmente se si enfatizza abbastanza il carattere del luppolo o del lievito o dei malti speciali la differenza tra estratto e grani può essere sia trascurabile o nulla, mentre in altri casi il metodo grani é indubbiamente superiore. In linea di principio, la differenza del risultato tra i diversi metodi é minore per birre piuttosto alcoliche e di colore scuro. Per produrre una buona pils, ad esempio, il metodo grani é caldamente consigliato.

DIFFICOLTA’ E ATTREZZATURA: con estratto é richiesto veramente poco sforzo in più del kit, mentre con i grani è più complesso come tecnica, tempo e attrezzature.

SODDISFAZIONE: con l’estratto é meglio del kit soprattutto perché si ha la libertà di crearsi le proprie ricette e realizzare quasi tutti gli stili classici di birra (e inventarne dei nuovi), nonché sperimentare, ecc.. Con i grani ovviamente si hanno le maggiori soddisfazioni perché si possono controllare tutte le variabili del processo e usare tutti i tipi di malto.

COSTI: di materia prima sicuramente: grani < estratto < kit < birra acquistata

Quale metodo per iniziare?

E’ sicuramente consigliabile iniziare con un kit per farsi un po’ di esperienza in alcune fasi del processo di produzione, come i travasi e l’imbottigliamento. E’ anche vero che alcuni hanno iniziato direttamente dai grani!

Cosa è l’home brewing?

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